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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Botrugno
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mwhqBotrugno (mwhgVitrùgna in mwhwdialetto salentinocite-ref-4[4]) è un mwjacomune italiano di mwjq2 565 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Lecce nella regione storica del mwkwSalento, in mwlaPuglia.

Situato nell'entroterra della mwlgpenisola salentina, fa parte dell'mwlwunione di comuni denominata mwmaUnione delle Terre di Mezzo.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Eventi
Strade
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il comune di Botrugno si estende per mwng9,68 km² nel versante sud-orientale della mwnwprovincia di Lecce. Presenta una morfologia pianeggiante ed è compreso tra gli 83 e i 114 metri mwoas.l.m. con un'escursione altimetrica complessiva pari a 31 metri. La parte meridionale del territorio comunale rientra nel Parco dei Paduli, un'area rurale caratterizzata da un paesaggio dominato prevalentemente da estesi e maestosi uliveti e nella quale sopravvivono numerose specie vegetali e animali; è il caso di alcuni esemplari di querce secolari, traccia dell'antico bosco di Belvedere.

Confina a sud e a est con il comune di mwogSan Cassiano, a sud-ovest con il comune di mwowSupersano, a nord-ovest con il comune di mwpaScorrano e a nord-est con il comune di mwpqSanarica.

• mwqaClassificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima

Dal punto di vista meteorologico Botrugno rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mwramediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la mwrqtemperatura media del mese più freddo, mwrggennaio, si attesta attorno ai mwrw9 °C, mentre quella del mese più caldo, mwsaagosto, si aggira sui mwsq25,1 °C. Le mwsgprecipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai mwsw676 mm, presentano un minimo in mwtaprimavera-mwtqestate ed un picco in mwtgautunno-mwtwinverno.

Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle mwuqserre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da sud-est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisolacite-ref-5[5].

| Botrugno | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Botrugno | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 12,4 | 13,0 | 14,8 | 18,1 | 22,6 | 27,0 | 29,8 | 30,0 | 26,4 | 21,7 | 17,4 | 14,1 | 13,2 | 18,5 | 28,9 | 21,8 | 20,6 |
| T. min. media ( °C ) | 5,6 | 5,8 | 7,3 | 9,6 | 13,3 | 17,2 | 19,8 | 20,1 | 17,4 | 13,7 | 10,1 | 7,3 | 6,2 | 10,1 | 19,0 | 13,7 | 12,3 |
| Precipitazioni ( mm ) | 80 | 60 | 70 | 40 | 29 | 21 | 14 | 21 | 53 | 96 | 109 | 83 | 223 | 139 | 56 | 258 | 676 |
| Umidità relativa media (%) | 79,0 | 78,9 | 78,6 | 77,8 | 75,7 | 71,1 | 68,4 | 70,2 | 75,4 | 79,3 | 80,8 | 80,4 | 79,4 | 77,4 | 69,9 | 78,5 | 76,3 |

• mwwqClassificazione climatica di Botrugno:cite-ref-6[6]

• mwyaZona climatica: C
• mwygGradi giorno: mwyw1 202

Origini del nome

Il toponimo è di provenienza mwzgbizantina, con chiaro riferimento all'uva e ai vigneti che sorgevano su questo luogo. Pare derivi dal greco mwzwBotruomai, verbo che significa "produrre grappoli d'uva". Potrebbe derivare anche da mwaaBotruoduros ("che ha delle uve").cite-ref-da-botrugno-di-papa-vito-7-0[7]

Storia

Fondato originariamente dai mwcaGreci, Botrugno inizia a svilupparsi dopo la distruzione della vicina mwcqMuro Leccese ad opera di mwcgGuglielmo il Malo nel mwcwXII secolo. Nel mwda1193 il normanno mwdqTancredi d'Altavilla concesse il casale a Lancellotto Capace. In seguito, nel mwdgXIII secolo passò ai mwdwMaramonti che diedero inizio alla costruzione di una piccola fortezza intorno alla quale si sviluppò il nucleo abitativo. Nel mwea1654 i Maramonte, che nel frattempo videro precipitare le proprie fortune, vendettero il casale alla famiglia Branai (Granai) Castriota (discendenti di mweqVrana Konti) nella persona di Carlo Castriota, già barone di mwegMelpignano. Fu in questo periodo che Botrugno vide il momento di grande splendore e lustro grazie al prestigio della casata e alle ricchezze prodotte mediante scambi commerciali. La fortezza fu trasformata in lussuoso palazzo residenziale; furono commissionati a celebri pittori e ornamentisti i lavori decorativi degli ambienti interni. I Castriota, che ottennero anche il titolo nobiliare di mwewmarchesi, furono gli ultimi feudatari e risiedettero fino al mwfa1817, quando Francesco Maria donò il feudo ai Guarini di mwfqPoggiardo. Tuttavia il potere feudale era già cessato e il governo del paese venne affidato dapprima ai mwfgdecurionati locali e successivamente al consiglio comunale. Botrugno perdette la sua autonomia e, insieme con mwfwSan Cassiano, venne aggregato a mwgaNociglia. Nel corso dell'mwgqOttocento gli abitanti del paese tentarono più volte di conquistare l'autonomia, senza mai riuscirci. Solo con la Legge n. 477 del 13 marzo mwgg1958, promulgata dal Presidente della Repubblica mwgwGiovanni Gronchi, Botrugno veniva eretto a comune autonomo. Fautore dell'autonomia di Botrugno fu l'On. Arturo Marzano primo firmatario della proposta di Legge n. 129 del 22 settembre mwha1953.cite-ref-da-botrugno-di-papa-vito-7-1[7]cite-ref-8[8]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 giugno 1990.cite-ref-9[9]

Stemma

«D'oro, al granchio montante di nero, posto in punta, accompagnato a

destra

, dal ramo di

vite

, posto in palo nella parte inferiore, con la sommità posta ad arco verso il centro del capo, esso ramo munito di dieci foglie, quattro poste esternamente, alternate da quattro foglioline, le altre sei foglie poste internamente, parzialmente alternate da tre foglioline, il tutto di verde; a

sinistra

dalla

cometa

d'azzurro, codata di due raggi ondeggianti, posta in banda alzata. Ornamenti esteriori da Comune.»

Gonfalone

«Drappo d'azzurro…

»

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa dello Spirito Santo

La chiesa madre dello Spirito Santo, sede dell'omonima parrocchia, risale alla fine del mwrqXVI secolo. Il primo nucleo dell'attuale struttura fu edificato intorno al mwrg1578 abbattendo una preesistente cappella dedicata a mwrwSan Rocco. Si trattava di una modesta costruzione dotata di soli tre altaricite-ref-11[11]. Nel mwta1656, anno della peste, fu costruito l'altare di mwtqSant'Oronzo, patrono del paese.
L'attuale chiesa si presenta con strutture murarie realizzate in epoche diverse. Fu radicalmente ristrutturata e ampliata nel corso del mwtwSettecento; l'interno assunse un impianto basilicale a tre navate a croce latina, venne realizzata un'esuberante decorazione in stucco e furono costruiti altari in mwuastile barocco. Nel mwuq1838 il numero degli altari fu portato a nove. Aggiunte ed ampliamenti ulteriori si effettuarono sino alla seconda metà del mwugXX secolo. Nel mwuw1958 si eseguirono i lavori di rifacimento della facciata, mentre al mwva1967 è datato l'ultimo intervento decorativo che riguardò le volte della crociera.
L'interno, scandito da mwvgarcate a tutto sesto, ospita nella navata sinistra gli altari della mwvwMadonna del Carmine e della mwwaSacra Famiglia, nel mwwqtransetto sinistro gli altari dell'mwwgImmacolata e della Madonna del Buon Consiglio, nel transetto destro gli altari di mwwwSan Francesco di Paola e di Sant'Oronzo, nella navata destra gli altari di mwxaSant'Anna e di mwxqSan Donato. Nel mwxgpresbiterio, oltre al policromo altare maggiore della fine del mwxwXVIII secolo, è presente un mwyaorgano costruito verso il mwyq1910 dalla ditta Francesco Mascia di mwygNapolicite-ref-12[12]cite-ref-referencea-13-0[13]

Chiesa Madonna di Costantinopoli

La chiesa della Madonna di Costantinopoli, costruita per volontà del feudatario Tarquino Maramonte, sorse verso la fine del mw2qXVI secolo insieme all'attiguo convento degli mw2gAgostiniani. Questi rimasero a Botrugno per soli tre anni e nell'anno mw2w1600 vi subentrarono al loro posto i mw3aFrati Minori Osservanti. Il convento, soppresso nel mw3q1866, fu dapprima destinato ad ospitare le scuole elementari e in seguito venduto a privati (mw3g1895) e trasformato in civile abitazione.
La facciata, coronata da un timpano spezzato e dalle statue di mw4aSant'Antonio da Padova e di mw4qSanta Chiara, è delimitata da tre alte mw4gparaste che anticipano la suddivisione interna in due navate. Il portale mw4wtardomanierista, posto in asse con un rettangolare finestrone, è sormontato dalla scultura di una figura angelica che sorregge uno scudo quadripartito. L'interno ha i caratteri tipici di una chiesa conventuale francescana; possiede una pianta a doppia navata anche se la minore è suddivisa in tre cappelle non comunicanti. Sul lato sinistro si aprono le cappelle con relativi altari dedicati a mw5aSan Michele Arcangelo, a mw5qSan Francesco d'Assisi e a Sant'Antonio da Padova, mentre sul lato destro sono ospitati gli altari di mw5gSan Domenico di Guzmán, dell'mw5wImmacolata e del Perdono di Assisi. Sull'altare maggiore è collocato un blocco monolitico in pietra su cui è dipinto un trecentesco affresco bizantino della mw6aMadonna di Costantinopoli (mw6qOdigitria) con il Bambino Gesù che benedice secondo il rito greco. La chiesa custodisce inoltre il sarcofago di Raffaele Maramonte, insigne guerriero, con la data mw6g1596cite-ref-14[14].

Chiesa della Madonna Assunta

La chiesa della Madonna Assunta era in origine un'antica cappella di mw9qrito greco risalente intorno al mw9gXIV secolo. Sino alla prima metà del mw9wSettecento fu riconosciuta sotto il titolo di San Nicola, e nel corso del mw-aCinquecento fu anche chiesa madre sotto il titolo dello Spirito Santo. Accanto al titolo di San Nicola, appare anche quello di mw-qEcclesia Sanctae Mariae Angelorum e, in coincidenza con la nascita della Congregazione dell'Assunta, che nei registri parrocchiali è citata per la prima volta nel mw-g1713, fu denominata mw-wEcclesia Sanctae Mariae Assumptioniscite-ref-referencea-13-1[13]
L'antica cappella fu in parte demolita, ampliata e ricostruita nel mwaqe1726. Dell'originario edificio fu tuttavia conservata l'mwaqiabside recante una raffigurazione pittorica databile al XIV secolo. L'abside è divisa in tre compartimenti verticali: al centro è raffigurata, in piedi e con le braccia aperte, la Vergine con il Divin Figlio, di cui si intravede l'aureola che cinge il capo, il mwaqmmonogramma IC nel lato destro della faccia, e la piccola mano destra sollevata in atto di benedire tenendo chiuse tutte le dita, eccetto l'indice e il medio; nei compartimenti inferiori appaiono le due grandi figure di mwaqqSan Basilio e di mwaquSan Giovanni Crisostomo, vestiti con abiti episcopali e reggenti ognuno un cartiglio su cui sono riportati in greco due brani di un'orazione dello stesso San Basilio.
La chiesa è sede dell'omonima Confraternita fondata, con Regio Assenzo di mwaqcFerdinando IV di Borbone, il 12 novembre mwaqg1790.

Chiesa di San Solomo

La chiesa di San Solomo fu costruita dal barone Giacomo Maramonte nella metà del mwaq8XV secolo. Successivamente passò ai marchesi Castriota, come si evince da un'epigrafe latina incassata nella parete absidale, e dal mwara1841 appartenne alla parrocchia di mwareCastiglione che dopo un secolo e mezzo l'ha ceduta al Comune di Botrugno.
Rimasta per decenni in stato di abbandono, fu consolidata e ristrutturata tra il mwarm2000 e il mwarq2004. Presenta una pianta longitudinale ad aula unica, con copertura a doppio spiovente in canne e tegole, suddivisa in due ambienti da un mwaruarco a tutto sesto. Sulla parete di fondo è addossato l'altare maggiore, di cui rimane solo la mensa mwarymodanata sorretta da due piedritti lisci, affiancato da due mensole con funzione di mwarcpastoforia. Sulla parete destra della chiesa è situato un riquadro leggermente rientrante nel quale sono visibili deboli tracce di colore di un affresco raffigurante San Solomo. Questo santo, assolutamente sconosciuto sia dalla mwargChiesa romana che da quella mwarkortodossa, nel basso Salento è presente anche nella cripta di Sant'Elena di mwaroUggiano la Chiesa e nella mwarsBasilica di Santa Caterina d'Alessandria in mwarwGalatina. Nei secoli scorsi godette di una certa notorietà ed era festeggiato tre volte l'anno (il 20 maggio, il 21 giugno e il 18 novembre)cite-ref-referencea-13-2[13].
Esternamente possiede una mwasifacciata a capanna con portale d'ingresso architravato e sormontato da una finestra centinata. È dotata di un piccolo mwasmcampanile a vela. Sul lato destro è addossato un ambiente a pianta quadrangolare del mwasqXVIII secolo con funzione di casa dell'oblato.

Cappella Madonna del Carmine (Delle Anime Sante)

La cappella della Madonna del Carmine, riedificata e aperta al culto nel mwasc1952, sostituisce un'antica costruzione semipogea precedente al mwasg1715. Presenta una facciata inquadrata fra due mwasklesene e con timpano di coronamento con croce sommitale. L'interno, ad aula unica quadrangolare voltata a spigolo alla leccese, possiede un unico altare sul quale è inserita una tela raffigurante la mwasoMadonna del Carmine. Il dipinto, realizzato tra la fine del mwassSettecento e gli inizi dell'mwaswOttocento da maestranze salentine vicine alla mwas0scuola del Giaquinto, proviene dalla chiesa matrice dove era situato sull'omonimo altare.cite-ref-15[15]

Cappella della Madonna della Serra

La cappella della Madonna della Serra venne edificata dall'mwatqANAS nel mwatu1962, in sostituzione di un edificio settecentesco seminterrato fondato dal locale feudatario Giovanni Castriota. L'antica cappella si trovava all'ingresso del centro abitato e fu abbattuta per la costruzione della mwatyStrada statale 275 di Santa Maria di Leuca. L'attuale struttura si articola in un'unica navata a sviluppo longitudinale con copertura piana. Possiede un solo altare in lastre calcaree a blocco e una statua in mwatccartapesta della Madonna della Serra realizzata dalla ditta Malecore di mwatgLecce nel mwatk1983. La mwatofacciata a salienti richiama lo mwatsstile romanico.cite-ref-16[16]

Altre architetture religiose

• Calvario - mwaum1897

Architetture civili

Palazzo Marchesale

Il palazzo Marchesale è una costruzione risalente al mwausXIV secolo e fu edificato dalla famiglia feudataria dei Maramonte. Questi, nel mwauw1654 vendettero il feudo insieme con la loro residenza ai Castriota Granai. Il palazzo, che sotto i Maramonte aveva le caratteristiche di una piccola fortezza, fu trasformato in una vera e propria residenza nobiliare fino ad assumere l'attuale fisionomia. I lavori di trasformazione strutturale ed architettonica si svolsero durante la prima metà del mwau0Settecento, mentre nella seconda metà del secolo furono commissionati a celebri pittori e ornamentisti i lavori decorativi degli ambienti interni.
Esternamente si caratterizza per l'elaborato balcone balaustrato, che corre su tutto il prospetto, di pura matrice barocca eseguito nel mwau81725. L'accesso al palazzo avviene tramite due grandi portali sormontati dallo stemma gentilizio dei Castriota inquadrato con quello dei Maramonte da una parte e da quello dei Castriota con i Guarini dall'altra. L'edificio si articola intorno ad un cortile a pianta rettangolare; al piano terra conta 77 vani, comprese le cantine, i depositi e le scuderie, mentre il piano superiore si compone di 46 ambienti destinati alla residenza dei feudatari.
Di pertinenza del palazzo è l'annessa cappella di Sant'Anna costruita intorno al mwave1690 dalla nobildonna Anna Carrafa. Presenta un'aula unica con mwavimatroneo e pavimento in mosaico realizzato nel mwavmXIX secolo. L'unico altare, in stucchi policromati, conserva al centro una tela settecentesca di mwavqSant'Anna con Maria bambina.cite-ref-17[17]

Siti archeologici

Specchia Montalto

Trattasi di un cumulo di pietre in parte danneggiato nel tempo. Molte sono le ipotesi sul loro uso ma pare che quella più accreditata sia come torre di vedetta. Quella di Botrugno è nel campo visivo fra la serra LA MOTTA - Nociglia distrutta negli anni 70 e la serra di Giuggianello

Menhir Montebianco

Trattasi di un troncone di mwav8menhir (mwawa36 × 20 cm) alto mwawe135 cm e con la sommità sbozzata. Di forma irregolare, presenta delle fratture nella parte superiore della faccia esposta a S e varie formazioni di licheni. Fu scoperto e catalogato da mwawiCosimo De Giorgi nel mwawm1889.cite-ref-18[18]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-19[19]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre mwaxe2020 a Botrugno risultano residenti 20 cittadini stranieri.cite-ref-20[20]

Lingue e dialetti

Il dialetto parlato a Botrugno è il mwaxwdialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: mwax0messapi, mwax4greci, mwax8romani, mwayabizantini, mwayelongobardi, mwayinormanni, mwaymalbanesi, mwayqfrancesi, mwayuspagnoli.

Cultura

Istruzione

Scuole

Nel comune di Botrugno hanno sede una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di I grado appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale.cite-ref-21[21]

Musei

Il Museo Civico delle Forze Armate è allestito all'interno del palazzo marchesale con accesso da via "Pozzelle". Il Museo ha una sezione storica che termina con il 1945/46 e una sezione contemporanea

Nello stesso palazzo marchesale è allestito il museo-storia della lametta da barba.

Eventi

• Giomadonnari a cura del CTG GIS
• Festa piccola di Sant'Oronzo - 20 febbraio
• Festa di Sant'Antonio da Padova - 13 giugno
• Festa dell'Assunta - 15 agosto
• Sagra dell'Anguria (organizzato dal gruppo per l'impegno sociale CTG GIS)- 17 agosto
• Festa patronale di Sant'Oronzo - dal 25 al 27 agostocite-ref-22[22]
• Premio Farsura - fine agosto

Infrastrutture e trasporti

Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:


Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: mwaaoSP63 Botrugno-mwaasSanarica, mwaawSP308 Botrugno-intersezione SP86 mwaa0Nociglia-mwaa4Supersano. L'abitato di Botrugno confina con l'abitato di mwaa8San Cassiano.

Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di mwabiSanarica posta sulla mwabmlinea Zollino-Gagliano del Capo delle mwabqFerrovie del Sud Est.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 20 giugno 1985 | 16 giugno 1990 | Antonio Salerno | lista civica | Sindaco | [ 23 ] |
| 16 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Mauro Leucci | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 23 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Mauro De Giorgi | centro-sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Silvano Macculi | centro-destra | Sindaco | [ 23 ] |
| 15 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Silvano Macculi | lista civica | Sindaco | [ 23 ] |
| 8 giugno 2009 | 27 maggio 2014 | Mauro Leucci | lista civica | Sindaco | [ 23 ] |
| 27 maggio 2014 | 26 Maggio 2019 | Pasquale Barone | lista civica | Sindaco | [ 23 ] |
| 26 Maggio 2019 | 10 Giugno 2024 | Silvano Macculi | Uniti per Botrugno | Sindaco | [ 23 ] |
| 10 Giugno 2024 | in carica | Silvano Macculi | Uniti per Botrugno | Sindaco | [ 23 ] |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaeqmwaeumwaeyBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaecdemo.istat.it, mwaegISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaewmwae0mwae4Classificazione sismica (mwae8mwafaXLS), su mwaferischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwafumwafymwafcTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwafgmwafkPDF), in mwafociterefmwafsLeggemwafw mwaf026 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaf4Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaf8 151. mwagaURL consultato il 25 aprile 2012 mwage(archiviato dall'mwagiurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwagyAA. VV., mwagcmwaggDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwagk 94, mwagoISBNmwags 88-11-30500-4.
cite-note-55. mwahamwahemwahiCopia archiviata (mwahmmwahqPDF), su mwahuclima.meteoam.it. mwahyURL consultato il 27 maggio 2012 mwahc(archiviato dall'mwahgurl originale l'11 marzo 2014). Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
cite-note-66. mwahwmwah0mwah4Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, su mwah8confedilizia.it. mwaiaURL consultato il 9 gennaio 2010 mwaie(archiviato dall'mwaiiurl originale il 27 gennaio 2010).
cite-note-da-botrugno-di-papa-vito-77. Da Vito Papa, mwaigBotrugno.
cite-note-88. mwaiwmwai0mwai4Approfondimento sul Sito del Comune di Botrugno, su mwai8comune.botrugno.le.it mwaja(archiviato dall'mwajeurl originale il 31 maggio 2009).
cite-note-99. mwajumwajymwajcBotrugno, decreto 1990-06-04 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su mwajgArchivio Centrale dello Stato.
cite-note-103. mwajwmwaj0mwaj4Botrugno, su mwaj8araldicacivica.it.
cite-note-1111. Visita pastorale del vescovo De Morra (1608)
cite-note-1212. "Terra d'Otranto nel Cinquecento. La visita pastorale dell'archidiocesi di Otranto del 1522" di Boccadamo Vittorio, pag. 68.
cite-note-referencea-1313. "Botrugno da casale a comune" di Papa Vito
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Bibliografia

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• L. A. Montefusco, mwaqaLe successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
• D. De Rossi, mwaqiStoria di comuni del Salento, Lecce 1972
• (AA.VV.): mwaqqSalento. Architetture antiche e siti archeologici, Edizioni del Grifo, 2008
• mwaqyI monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879
• mwaqgI Menhirs in Terra d'Otranto, Roma, 1880

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.botrugno.le.it.
• citerefsapere-itBotrugno, su sapere.it, De Agostini.
• mwarkVitrugna.net il portale di Botrugno (Lecce), su nuke.vitrugna.net. URL consultato il 2 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2011).
• mwarsPro loco, su prolocosalento.it.